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mercoledì 12 agosto 2015

Un vecchio trave





Lavoravamo sulla facciata della casa e notammo che il pergolato di sostegno al glicine era storto, si era abbassato da un lato e rischiava di cedere. Bisognava estrarre i pali di sostegno e i vecchi travi dal muro e sostituirli.

Tirando via da parte uno di questi travi di castagno, consunto e fradicio, ebbi a dire: "Com'è brutto!"

Il maestro replicò con calma: "E' stato bello pure lui..."

Restai a bocca aperta.

Quanta compassione e quanta saggezza in questa espressione!

E quanta ispirazione in una frase semplice e non pretenziosa...

Tirai un respiro di sollievo. Anche se il lavoro era duro quelle parole lo avevano reso leggero, la fatica restava ma come un dato di integrità dell’esperienza.






venerdì 13 dicembre 2013

Un semplice koto




A Roma nei mattini chiari di questa fine stagione, una luce calma si posa sui resti del Palatino, l’arco di Costantino, la basilica di Massenzio, e prima dell’imbrunire mentre scendi dal Viale del Parco del Celio resta avvolta alla Basilica dei Santi Giovanni e Paolo con i cipressi e i pini che la coronano.

Spesso però i nostri passi sono distratti e non vediamo niente. Siamo appesantiti da una sola magnetica misura: quello che ho perso, quello che ho guadagnato, come ho perso, come ho guadagnato..

Lo splendore di questi ultimi giorni d'autunno mi ha ricordato la poesia “Un semplice koto” del poeta giapponese Jukichi Yagi (1898-1927), di cui abbiamo su questo blog già pubblicato la poesia “Quiete”-il koto è uno strumento musicale a corda della famiglia della cetra:

 

Un semplice koto se lo deponi
 
in questo splendore

comincerà a suonare piano

alla bellezza dell’autunno incapace

                                        a resistere.

 
 
 
 
 
 
 

venerdì 26 luglio 2013

Lettera di Shundo Aoyama





Lettera di Shundo Aoyama


 

a  Rika


Quando le mani ti cadono

a terra per il peso di quello

che vedi o senti

e in special modo di quanto

hai fatto o non hai fatto

tu stesso e ritorni a unirle

l’una all’altra

 

Quando accogli senza astio

o recriminazioni il movimento

e ritorni senza riserve

alla lingua del presente

 

Proprio allora stai coltivando

un nuovo momento di bellezza
 
 
da TIENI APERTO, di Michele Colafato, Il Labirinto 2012