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venerdì 29 novembre 2019
L'innocuità
E' una qualità -dice Piero Ferrucci- che richiede consapevolezza, intelligenza, padronanza di sè e bontà d'animo. (....)Ben lungi dall'essere una caratteristica di deboli e inermi, è la posizione spesso scomoda di chi ha fatto una scelta controcorrente. Tutto ciò genera una formidabile forza interiore, alla lunga molto più soddisfacente ed efficace della forza esteriore di soldi, arrivismo, prepotenza e maldicenza.
Chi è innocuo capisce lucidamente la precarietà, la sofferenza, più o meno segreta in cui versa ognuno di noi ed è solidale. Come dice il filosofo Filone d'Alessandria: "Sii gentile con chiunque tu incontri, perchè sta combattendo una grande battaglia".
sabato 3 settembre 2016
Amicizia
In
una lettera a Lucilio, Seneca si chiede come riconoscere il
progresso spirituale e risponde con le parole del filosofo stoico Ecatone: “Ho cominciato a essere amico di me stesso.”
Questa
amicizia inizia con “il vedere i difetti prima ignorati”: un vedere che “è
indizio di un animo che ha fatto progressi”. Attenzione: ci si riferisce ai
propri difetti non a quelli altrui -vedere i quali, magari anche quando non ci
sono, è indizio del contrario: di un animo che non ha fatto progressi, e che,
si potrebbe aggiungere, continuando così, non li farà mai.
Essere
amico di me stesso comprende il non lasciarsi imprigionare dalle preoccupazioni
in un cerchio chiuso al cui centro troneggiano l’io e il mio ma piuttosto
vedersi come essere vivo, sensibile e attento. Comincio a essere amico di me
stesso avendo cura di me. Evito quello che non è salutare, identifico e
riconosco i miei stati mentali, le parole che dico, i comportamenti che metto
in atto. Inoltre la pratica di questa amicizia mi ricorda di non trascurare per
pigrizia o per sfiducia le azioni che mi portano in dono coraggio e forza.
Non
per caso Seneca afferma che grande è il progresso di chi si fa amico di se
stesso: “Non rimarrà più solo.”
Le citazioni sono tratte da Lucio Anneo Seneca,
Lettere a Lucilio, Rizzoli
domenica 16 novembre 2014
La felicità, per Sharon Salzberg
Definisco
la felicità come un tipo di pienezza di risorse. E’ un senso di resilienza e
l’abilità a incontrare le cose senza esserne determinati. E’ una sorgente di
profonda forza interiore, che non sempre siamo consapevoli di avere.
Felicità
è, anche, connessione l’un con l’altro, così che non ci sentiamo tagliati
fuori e isolati.
["I define happiness as a kind of resourcefulness
(tr./ pienezza di risorse, intraprendenza, ingegnosità, inventiva). It’s a sense of resiliency (tr./
resilienza, elasticità, flessibilità, capacità di recupero) and the ability to meet things
without being defined by them. It’s a source of profound strength inside
ourselves, which we don’t always realize we have. Also, happiness is our
connection to one another, so we don’t feel so cut off and alone."]
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