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lunedì 3 dicembre 2018

La perfezione











La perfezione non è necessariamente impeccabile.
Spesso è semplicemente qualcosa fatta col cuore.
Perfezione è un lavoro completato,
una gloria resa, una preghiera ascoltata.
Può essere un gesto gentile,
dei ringraziamenti.
Perfezione è ciò che scopriamo gli uni negli altri
quello che poi vediamo riflesso.
E se la perfezione ci sfugge
non importa.
Perché ciò che viviamo
nel momento è sufficiente.

da Call the Midwife, una serie di film tratta dal libro omonimo scritto da Jennifer Worth, prodotta da Netflix

sabato 4 novembre 2017

E' tua la scelta del sentiero






Spesso la gente lotta per capire il karma. Karma è semplicemente la legge di  causa ed effetto, e nelle nostre vite questa legge di causa ed effetto dipende dalle nostre intenzioni. Per capire, nota come la motivazione o l’intenzione che precede l’azione determini il futuro risultato karmico di quella azione. Se l’atto è motivato da sincera gentilezza, produrrà necessariamente un risultato positivo, e se un atto è motivato da aggressione o avidità, porterà in ultima istanza a un risultato spiacevole. Poiché i risultati karmici non sempre portano frutto nell’immediato, è talvolta difficile osservare questo processo.
La parola è un ambito nel quale il karma può essere visto in una maniera facile e diretta. Per questo esercizio, decidi di prendere due o tre giorni per notare con cura le intenzioni che motivano il tuo parlare. Dirigi la tua attenzione allo stato mentale che precede il parlare, la motivazione per i tuoi commenti, risposte e osservazioni.
Cerca di essere particolarmente attento a se la tua parola è anche sottilmente motivata da noia, preoccupazione, irritazione, solitudine, compassione, paura, amore, competitività, avidità, o qualunque stato osservi. Sii consapevole, inoltre, dell’umore generale o stato del tuo cuore o della tua mente, e di come potrebbe stare influenzando la tua parola.
Cerca di osservare senza alcun giudizio o anticipazione di quello che dovresti vedere. Semplicemente nota le diverse motivazioni nella mente e il discorso che ne deriva. Poi, dopo aver scoperto quale motivazione è presente mentre parli, nota l’effetto del discorso. Se c’è competitività o attaccamento o orgoglio o irritazione dietro le parole, che risposta sollecitano dal mondo che ti sta intorno? Se c’è compassione o amore, qual’è la risposta? Se il tuo parlare è sconsiderato, come se fossi in modalità pilota automatico, quale è la risposta? Se c’è chiarezza e cura, come è ricevuto e con quale risposta? 
Con la legge del karma in ogni nuovo momento abbiamo una scelta di quale risposta il nostro cuore e mente porteranno nella situazione intorno a noi. Scoprendo il potere dei nostri stati interiori di determinare le condizioni esterne, possiamo seguire un sentiero che può condurre a genuina felicità e libertà.

dal libro “Seeking the Heart of Wisdom” di Jack Kornfield & Joseph Goldstein.







martedì 15 agosto 2017

Bashō e la rana





Dal blog Poesie senza pari riporto una mia poesia pubblicatavi il 9 agosto scorso:



BASHŌ E LA RANA

Un mattino il poeta Bashō
sentì una gran pace dentro
e invece di correre
a scrivere un haiku
si rilassò in quello che stava facendo
– stendere il bucato ad asciugare
sulla canna.
Fu in quel momento
che udì la rana tuffarsi
nel vecchio stagno: plof!


da AA. VV. Per una gentile compagna di viaggio, Dieci omaggi a Nancy Watkins, Fàmmera Edizioni, 2o17





domenica 10 luglio 2016

Vivere il presente. A colloquio con mio figlio







Quando mio figlio, adolescente e desideroso di fare le sue esperienze in prima persona e mettersi alla prova, me ne racconta qualcuna, mi rendo conto che il primo ostacolo alla comunicazione è per me il non essere presente, qui e ora, nell’ascolto e nella partecipazione ma essere d’istinto trasportato nel futuro.
Lo ascolto e debbo stare attento a non precorrere il racconto e l’esperienza, trascinato come sono in avanti e indietro dall’ansia che essa possa rappresentare un pericolo per la sua vita e la sua sicurezza.
Quando ascolto mio figlio devo innanzitutto vivere il presente, con calma e con pazienza.
Migliaia di cose che permettono di infervorarsi non sono scontate o garantite e non lo saranno mai per quanta enfasi e pathos io possa mettere nelle mie spiegazioni e perorazioni. Non saranno esse a darmi il controllo del futuro e la sicurezza che tutto andrà nella maniera più soddisfacente e priva di sofferenza.
Devo fare spazio nel momento così com’è usando tranquillità e tenerezza, ed essere incoraggiante, invece di minaccioso e terrorizzato.

Avendo visto che nella mia mente c’è paura e ansia, imparo a lasciarle andare e a non identificarmi con modelli non salutari e così scopro, come insegna Jack Kornfield, un livello più profondo di liberazione.





sabato 30 gennaio 2016

Il viaggio





E quando sarai arrivato
alla fine del viaggio
incontrerai te stesso
non un tuo sogno o un ideale
e avrai ripreso confidenza
con  le tue dita e vorrai continuare
a camminare in tua compagnia
per molti altri anni
come fossero un giorno                                      

Quando siamo in uno stato mentale piacevole, in una buona disposizione, possiamo essere portati d’impulso ad arricchire e abbellire il momento presente, e magari troviamo lo slancio poetico, come nei versi che precedono.
Quando invece siamo in uno stato d’animo depresso, abbattuto, ci capita di percepire il momento presente spoglio e disadorno come una condanna e un destino e lo subiamo chiudendoci nel mutismo o costruendo un muro di negatività.
Il viaggio nel reale è fatto di tanti momenti che si susseguono, piacevoli, spiacevoli, neutri. 
“Quello che gradualmente impariamo -dice la Maestra Pema Chӧdrӧn- è di non allontanarci dall’essere completamente presenti. Abbiamo bisogno di addestrarci a questo livello di base perché la sofferenza è molto diffusa nel mondo. Se non ci addestriamo centimetro per centimetro, un momento alla volta, a superare la nostra paura della sofferenza, saremo molto limitati nella nostra capacità di aiuto. Saremo limitati riguardo all’aiutare noi stessi e limitati riguardo agli altri. Perciò cominciamo con noi stessi, così come siamo, qui e ora.”