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martedì 15 agosto 2017

Bashō e la rana





Dal blog Poesie senza pari riporto una mia poesia pubblicatavi il 9 agosto scorso:



BASHŌ E LA RANA

Un mattino il poeta Bashō
sentì una gran pace dentro
e invece di correre
a scrivere un haiku
si rilassò in quello che stava facendo
– stendere il bucato ad asciugare
sulla canna.
Fu in quel momento
che udì la rana tuffarsi
nel vecchio stagno: plof!


da AA. VV. Per una gentile compagna di viaggio, Dieci omaggi a Nancy Watkins, Fàmmera Edizioni, 2o17





lunedì 25 maggio 2015

Erba estiva





Erba estiva:
per molti guerrieri
la fine di un sogno

di Matsuo Basho, da Haiku, a cura di Elena Dal Pra, Mondadori editore







mercoledì 31 dicembre 2014

Fine anno





Matsuo Bashō (1644-1694) è il viaggiatore leggero per antonomasia.

Sembra voglia essere certo di non portarsi dietro nulla più dello strettamente necessario -prima della partenza dà via tutto quello che sente lo appesantirebbe.

E resta tra i poeti più amati dai giapponesi e da molti lettori di poesia per la evocativa semplicità e sincerità dei suoi versi e per la coerenza tra cammino e vita.

In questo haiku si rivolge a se stesso o a chi incontri per strada con poche parole che hanno la qualità evocativa dell’essenzialità.


Fine anno

Un altro anno è passato;

e io ho ancora indosso

cappello di paglia e sandali di paglia.







sabato 22 marzo 2014

La capanna di Bashō




 

Non si può dire il sentiero

va a nord o a sud

a destra o a manca

è stretto o è largo.

 

Quanto a me: sono

davvero mai partito da Edo?

Ecco la vecchia capanna

ha resistito un altro inverno

ma non ha più rinforzi.

E spesso mi vedi uscirne

per mettere in salvo

gli scorpioni che cadono

dal tetto di paglia.
 
da Michele Colafato, Tieni aperto, Il labirinto, 2012