Mi scorrono davanti le facce di persone di cui talvolta mi colpiva la
volubilità stizzosa, l’insofferenza scoppiettante, le impennate di euforia o le
“incomprensibili” cadute nella ritrosia e nel rifiuto.
Quello lì, questa qui, quell’altro..
Li ho sempre visti come individui isolati, con cui non ho niente a che fare, da tenere lontani e separati grazie a un netto giudizio. Eppure hanno continuato a venire. Il deluso, l'eternamente illuso, il manipolatore, il risentito.. E ora vedo che in fondo alla sfilata, ci sono io!
Come ho potuto non rendermi conto che reggevano tra le mani uno
specchio e in quello specchio posto davanti ai miei occhi c’era la mia mente, il
mio corpo, io stesso?