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domenica 28 maggio 2017

Una lettera di Albert Einstein






Nel 1950 Albert Einstein scrisse una lettera a Robert E.Marcus, direttore del World Jewish Congress, il cui figlio era appena morto di poliomielite.

Egregio dottor Marcus,
un essere umano è parte di quel tutto che abbiamo battezzato «universo», una parte limitata nel tempo e nello spazio. Sperimenta se stesso, i propri pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una specie di illusione ottica della coscienza. La lotta per liberarsi da tale illusione è il solo scopo della vera religione. Non nutrire l’illusione ma cercare di sormontarla è il modo per raggiungere l’unica pace interiore che sia alla nostra portata.
Con i miei migliori auguri
Sinceramente suo,

Albert Einstein







mercoledì 27 luglio 2016

Buona estate!









Nel mezzo della grande confusione in cui si dibatte il mondo le parole di chi è riuscito a creare un po’ di pace in se stesso si ascoltano come voci amiche che offrono rifugio invitando a deporre il risentimento e la violenza e a coltivare la consapevolezza e la tranquillità.

Theodor Fontane, l’autore di Effi Briest, scrisse a un suo amico:

“La vecchia battuta, secondo cui siamo solo un’imboccatura di clarino in cui entra fiato da qualche parte ignota, ha pur qualcosa di vero, e l’essere penetrati di tale verità lascia infine soltanto questo duplice sentimento: di modestia e di gratitudine.”




venerdì 11 settembre 2015

Consapevolezza e Pace Interiore





Il non restare attaccati al fastidio e all’irritazione è un chiaro sintomo di pace interiore (vedi su questo blog il post del 14/09/2013).    


Ad esempio sediamo in meditazione e non avendo spento il cellulare  -magari perché riteniamo che nessuno debba osare disturbarci, in quanto non è stato autorizzato- siamo costretti a interrompere la seduta e rispondere. Ammettiamo che il punto di partenza dello spiacevole evento è un torreggiante e minaccioso senso dell’io che crede nella propria importanza e considera sacra la propria agenda. Dal call center ci assaltano con una speciale offerta e noi, a difesa della nostra pace interiore, abbiamo uno scatto di aggressività, magari si tratta della stessa offerta che da un altro call center ci hanno proposto soltanto ieri sera. Diverso sarebbe se la telefonata fosse di congratulazioni e di rallegramenti per i post che appaiono su questo blog...


Ritornando a sedere ci rendiamo conto -ed è un segnale positivo, di consapevolezza- che il fastidio si è trasformato in resistenza a stare nel momento e nell’esperienza del momento e ci ritroviamo a rimuginare su quanto è accaduto, così  da ritrovarci ben presto impigliati nei più assurdi pensieri, naturalmente negativi, di tipo sociale, politico, culturale, e personale, che mettono in moto associazioni di altri pensieri, ricordi e sensazioni, tendenzialmente ossessivi e paranoici.
Tutto questo è attaccamento e frutto dell’attaccamento.


Quando invece lasciamo andare il fastidio e non ci impantaniamo nel conflitto la porta è aperta per ritornare senza strattoni e con gentilezza alla originaria intenzione di pratica e capire che non è poi così impossibile seguire la corrente e gioire momento per momento del cammino.




mercoledì 26 agosto 2015

Lettera a un ragazzo sulla non-violenza






Carissimo,

sarei contento se tu leggessi questa lettera nata dallo scambio di idee, di opinioni e di emozioni che abbiamo avuto.

Alcuni di noi sono per la non violenza, ne parlano e la sbandierano ma spesso continuiamo a ignorare quanta attenzione, onestà, integrità e costanza richieda il praticarla.

E forza, molta più forza che il lamentarsi o piangersi addosso o lasciarsi prendere dal risentimento e dall’energia della rabbia.

E qualcosa, una dedizione, un impegno, più profondo e personale di uno slogan accattivante.

La violenza nelle relazioni interpersonali può presentarsi come una spirale in cui siamo risucchiati prima di rendercene conto se non conosciamo quelle tendenze, inclinazioni, debolezze che possono facilmente renderci ciechi e sordi ai pensieri, alle parole, e alle azioni, nostre e altrui.

Può essere utile visualizzare la situazione come quella di un uomo che si trovi dentro un fosso irto di chiodi appuntiti, vetri aguzzi e lame taglienti e che abbia appena lo spazio per venirne fuori ma solo se si muove con consapevolezza sveglia perché ogni distrazione e inavvertenza può ferirlo gravemente.

Come parla, come muove le mani, come si lascia prendere da una certa idea, tutto può essergli fatale e spingerlo più a fondo.

Quello che considera un dato obiettivo può essere a causa del suo tono di voce recepito come un’offesa. La metafora cui fa ricorso per illustrare la sua ragione può prendergli la mano e trasformarsi in una polemica senza quartiere contro l’avversario. Il ricordo dei comportamenti passati di questi divenire un’ossessione che gli toglie la calma. Fino al momento in cui la rabbia si impossessa di tutto il suo essere e in preda ad essa scoppia in urla e in atti di violenza contro oggetti ed esseri viventi, umani e non.

Anche uomini essenzialmente innocui possono trasformarsi in violenti se non curano la pace del cuore e della mente.

Due persone pronte a una conversazione, che si conoscano e conoscendosi sappiano di correre qualche pericolo di cadere nella trappola della violenza, mentale, verbale e fisica, dovrebbero impegnarsi, direi far voto preventivo, di rinunciare ad ogni costo a provocazioni, ingiurie, argomenti tendenziosi o equivocabili e naturalmente a manifestazioni di vera e propria violenza fisica. 

Se si rendono conto che non gli è possibile per qualche motivo nonostante le buone intenzioni dovrebbero aggiornare la loro conversazione a un altro momento, quando saranno più calmi.

Ciao, sono certo che riflessione e consapevolezza facilitano il cammino di ciascuno di noi verso l'essere che desideriamo più felice, saggio e senza paura di liberarsi dalle catene e dalle remore del passato e delle abitudini.

Un abbraccio
 
 
 
 
 

sabato 14 settembre 2013

Sintomi di Pace Interiore


Alcuni segni e sintomi di Pace Interiore:

Una tendenza a pensare e agire spontaneamente piuttosto che su paure basate sull'esperienza passata

Un'abilità inconfondibile a godersi ogni momento

Una perdita di interesse a giudicare gli altri

Una perdita di interesse a interpretare le azioni degli altri

Una perdita di interesse al conflitto

Una perdita di abilità a preoccuparsi  (Questo è un sintomo molto serio.)

Frequenti e travolgenti episodi di apprezzamento

Sentimenti di connessione con gli altri e con la natura

Frequenti attacchi di sorriso

Una tendenza crescente a lasciare che le cose accadano piuttosto che a farle accadere

Una accresciuta sensibilità all'amore offerto dagli altri come anche una incontrollabile urgenza a ricambiarlo

(tratto da una Rivista di Omeopatia)


E' utile di tanto in tanto quando siamo depressi o di cattivo umore o disorientati metterci di fronte allo specchio rappresentato da questa lista e guardarci, con franchezza e con fiducia.