L’emozione è l’abituale tendenza ad aggrapparsi a ciò che
avviene nella nostra mente,
tendenza che ci fa automaticamente categorizzare le
nostre esperienze a seconda che il
nostro ego le trovi attraenti (desiderio),
non attraenti (rabbia) o neutre (ignoranza).
Maggiore è questa tendenza ad aggrapparsi,
più forte sarà la nostra reazione, e il processo
continua fino al punto nel
quale esso irrompe nella nostra coscienza mentale
manifestandosi come quei
sentimenti a noi tutti noti che normalmente chiamiamo
emozioni.
Le reazioni sopra menzionate (desiderio, rabbia, ignoranza) sono
tradizionalmente
indicate come i ‘tre veleni’, a cui si sommano altre due
reazioni ‘emotive’ primarie quali il
considerare la propria esperienza
individuale come predominante (orgoglio) e giudicare
la propria condizione in relazione
con l’oggetto percepito (gelosia).
In questo modo si parla di cinque veleni
principali. La parola veleno è usata perché queste
reazioni contaminano la
nostra mente e ostacolano il manifestarsi della sua innata
saggezza.
(...)
Le emozioni appaiono a causa delle condizioni create dalla
nostra mente ‘velata’. La
nostra coscienza fondamentale, che è attualmente in
una condizione di ignoranza,
proietta da
sé l’idea di un mondo sperimentato attraverso i cinque sensi, i cinque organi
sensoriali e la loro interazione con i corrispettivi oggetti esterni. A causa
delle nostre
precedenti abitudini, la mente proietta immagini che poi considera
separate da sé stessa.
Queste quindi diventano forme che vengono percepite come
oggetti visibili, suoni che
divengono oggetti della nostra capacità uditiva,
ecc. La presenza di questi oggetti
apparentemente indipendenti perturba la
mente, e questo a sua volta determina il sorgere
delle emozioni.
Per esempio, quando i nostri occhi vedono una forma, il processo non si limita
a questo,
ma immediatamente una nostra reazione appare. Quando troviamo tale
forma piacevole,
ne veniamo attratti. Se la troviamo spiacevole o repellente,
la rifiutiamo e vogliamo
allontanarcene. Lo stesso succede nel caso di tutte le
altre nostre informazioni sensoriali,
sia nel caso che sentiamo, annusiamo,
gustiamo o tocchiamo qualche cosa.
Ogni volta che gli organi sensoriali sono in funzione dovremmo
guardare direttamente
alla vera essenza di ciò che sta accadendo. Gradualmente
arriveremo a vedere che
l’oggetto che stiamo percependo è in realtà solo la
mente in azione. Non essendone
distinto o separato, l’oggetto è la mente
stessa, e non c’è quindi alcuna necessità di creare
una dualità artificiale
mantenendo una netta distinzione tra soggetto e oggetto. Se
guardiamo
all’essenza di questa non dualità — la vera natura sia dell’oggetto che
della
mente che lo percepisce — scopriremo l’essenza della mente stessa.
da "Change of Expression.
Working with the Emotions" di Lama Gendün Rinpoche