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sabato 12 maggio 2018

Libertà di commettere errori





Gandhi disse: “Non vale la pena di avere la libertà se non include la libertà di commettere errori.” Non aver paura di commettere errori. Vai fuori. Prendi il volo. Anche se ti bruci, puoi cadere a terra e iniziare di nuovo. Il maestro Zen Dogen ridendo chiamò la vita “un errore continuo”. Sì, c’è la paura di apparire malconci, ma più tardi quando rivedrai la tua vita, vorresti esserti trattenuto? Probabilmente no.
Talvolta, limitiamo la nostra libertà perché pensiamo che ci travolgerà. O pensiamo di non meritarla. Oppure temiamo che il nostro ego ci porterà fuori strada... Vincoliamo noi stessi dall’essere “troppo liberi.”
Tutti incespicano. Nel ritmo ordinario di vita, vacilliamo e poi impariamo dalle nostre sofferenze. Talvolta ci preoccupiamo per la nostra tendenza ad andare oltre, a sognare piani inebrianti per noi stessi, visioni gonfiate del futuro. Altre volte ci sentiamo inadeguati o indegni. Riconosci queste paure con gentilezza. Ma non seguirne il consiglio. (...) Ascolta il tuo cuore, e consulta il tuo corpo e la tua testa. Poi, agisci, sperimenta, fai un passo, impara, scopri, cresci. Scopri la facilità del fare errori, fidarsi, fallire, lasciarti portar via da qualcosa più grande di te. (…)
In questo modo impari quella che è chiamata la libertà di imperfezione. Con questa libertà viene gioia, giocosità, perdono e compassione per te stesso e per gli altri. Puoi gioire anche degli errori; sono parte del gioco. Tutto quello che puoi fare è agire con le migliori intenzioni, riconoscendo che non puoi controllare i risultati. “Non sapere,” una famosa pratica Zen, esprime la verità della nostra incarnazione umana. Poi, agendo liberamente, cedi il controllo sul risultato e volentieri lancia il tuo spirito unico nel mistero.
da Freedom to Make Mistakes di Jack Kornfield












martedì 5 dicembre 2017

Il viaggio di Gandhi









“La vera religione per Gandhi non era una questione di norme e di regole -scrive Judith M. Brown nella biografia che gli ha dedicato- ma un viaggio attraverso le realtà e gli accidenti della vita nel mezzo dei quali il dharma deve essere cercato e costruito. La sola vera guida in questo viaggio era la voce interiore della verità che ogni individuo deve addestrarsi ad ascoltare.” 

Occorre disponibilità e pazienza per fermarsi ad ascoltare e in più addestramento per riconoscere la voce della verità.