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sabato 3 settembre 2016

Amicizia



In una lettera a Lucilio, Seneca si chiede come riconoscere il progresso spirituale e risponde con le parole del filosofo stoico Ecatone: “Ho cominciato a essere amico di me stesso.”

Questa amicizia inizia con “il vedere i difetti prima ignorati”: un vedere che “è indizio di un animo che ha fatto progressi”. Attenzione: ci si riferisce ai propri difetti non a quelli altrui -vedere i quali, magari anche quando non ci sono, è indizio del contrario: di un animo che non ha fatto progressi, e che, si potrebbe aggiungere, continuando così, non li farà mai.

Essere amico di me stesso comprende il non lasciarsi imprigionare dalle preoccupazioni in un cerchio chiuso al cui centro troneggiano l’io e il mio ma piuttosto vedersi come essere vivo, sensibile e attento. Comincio a essere amico di me stesso avendo cura di me. Evito quello che non è salutare, identifico e riconosco i miei stati mentali, le parole che dico, i comportamenti che metto in atto. Inoltre la pratica di questa amicizia mi ricorda di non trascurare per pigrizia o per sfiducia le azioni che mi portano in dono coraggio e forza.

Non per caso Seneca afferma che grande è il progresso di chi si fa amico di se stesso: “Non rimarrà più solo.”


Le citazioni sono tratte da Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio, Rizzoli

venerdì 22 agosto 2014

Ego-centratezza





 
Usciamo di casa e vediamo tutto e tutti come oggetti disposti intorno a noi o ai nostri piedi.

Ma non ce ne rendiamo conto. Ci pensiamo liberi di vedere mentre siamo prigionieri dell’abitudine a vederci, come singoli e come genere umano, al centro del mondo.

Non c’è da stupirsi se quando stiamo male o giù di morale il resto del mondo non esiste più, e ci scopriamo isolati e miserabili.

D’altra parte molti di quegli altri uomini che noi vediamo come oggetti, ci vedono come oggetti, proprio come noi vediamo loro.

Ma non è così, siamo in relazione, con gli altri esseri e con il pianeta, siamo esseri planetari.

Come umani ci siamo costruiti una prospettiva di centralità assoluta che è una struttura che ci corazza e ci inganna.