Visualizzazione post con etichetta Pema Chödrön. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pema Chödrön. Mostra tutti i post

sabato 22 dicembre 2018

Ehi, vieni fuori dal bozzolo!







In tanti siamo portati dall'egocentrismo e dall’autoreferenzialità a trascurare l’attenzione alla qualità della presenza consapevole nelle relazioni con familiari, amici, compagni di pratica, colleghi e a concentrarci con maggiore o minore devozione sul nostro bozzolo. E qualcuno di noi ha la capacità di imbozzolarsi così impermeabilmente da non percepire più la presenza altrui se non quando la propria è ormai per gli altri diventata una assenza. E’ proprio il caso di ripetersi più frequentemente l’invito della maestra Pema Chōdrōn: “Datti una chance di venir fuori dal tuo bozzolo.”
La pratica della meditazione se non è una fuga dal mondo o un desiderio di rinascita fondato su respingimenti e rifiuti di qualcosa di noi stessi che non ci piace, potrebbe rappresentare un mezzo abile nelle nostre mani e una buona occasione per aprirsi alla vita.

«Siamo creature di sensazioni e possiamo diventare habitués di particolari sensazioni preferite (di qualunque tipo) e pronti a smuovere cielo e terra per procurarcene l’esperienza» ha detto John Garrie, maestro zen.
Con la coltivazione della consapevolezza possiamo capire come, portati dalla lunga familiarità con le sensazioni preferite, siamo condizionati a incrementarne la frequenza e l’intensità. E così trascuriamo l'attenzione alle facce più creative e innovative della nostra esperienza, l’esplorazione delle nostre potenzialità, e il coraggio di uscire dal chiuso di abitudini e di paure. 
“Vieni fuori dal bozzolo!”, "Che io possa uscire dal mio bozzolo", ecco  l'augurio che faremmo bene a rivolgere a noi stessi per il Natale e il Nuovo Anno!







sabato 30 gennaio 2016

Il viaggio





E quando sarai arrivato
alla fine del viaggio
incontrerai te stesso
non un tuo sogno o un ideale
e avrai ripreso confidenza
con  le tue dita e vorrai continuare
a camminare in tua compagnia
per molti altri anni
come fossero un giorno                                      

Quando siamo in uno stato mentale piacevole, in una buona disposizione, possiamo essere portati d’impulso ad arricchire e abbellire il momento presente, e magari troviamo lo slancio poetico, come nei versi che precedono.
Quando invece siamo in uno stato d’animo depresso, abbattuto, ci capita di percepire il momento presente spoglio e disadorno come una condanna e un destino e lo subiamo chiudendoci nel mutismo o costruendo un muro di negatività.
Il viaggio nel reale è fatto di tanti momenti che si susseguono, piacevoli, spiacevoli, neutri. 
“Quello che gradualmente impariamo -dice la Maestra Pema Chӧdrӧn- è di non allontanarci dall’essere completamente presenti. Abbiamo bisogno di addestrarci a questo livello di base perché la sofferenza è molto diffusa nel mondo. Se non ci addestriamo centimetro per centimetro, un momento alla volta, a superare la nostra paura della sofferenza, saremo molto limitati nella nostra capacità di aiuto. Saremo limitati riguardo all’aiutare noi stessi e limitati riguardo agli altri. Perciò cominciamo con noi stessi, così come siamo, qui e ora.”






mercoledì 22 aprile 2015

Pozzanghera

 
 
 
 
 
 
 
 
 



Puddle, pozzanghera: nessuna prospettiva fissa, rami di pino nuotano in acqua e in cielo, tronco interrotto da sottile istmo di terra, impronta di piede e gomme d'auto su zolle di fango, cime con grappoli carichi di aghi..

L'immagine di M.C.Escher ricorda la definizione di "strada di mezzo" enunciata da Pema Chodron: "uno stato mentale aperto che può rilassarsi con il paradosso e l'ambiguità.."






sabato 14 marzo 2015

Un insegnamento del Buddha





Quando proviamo disagio vogliamo che questo disagio scompaia subito, e pensiamo di aver capito la lezione. Potremmo aver sì capito ma soltanto intellettualmente.

La fretta di trasformare un’esperienza disagevole nel suo superamento può essere molto forte e fuorviante.

Per prima cosa occorre accogliere e accettare il disagio fino in fondo, stare con il malessere finchè dura, con pazienza. L’esperienza deve essere completa e completamente consapevole. E' bene rilassarsi nell’esperienza così com’è. La fretta di andare oltre è perniciosa perché può portare a perdere l’occasione di approfondire la comprensione e la guarigione.

Ricordiamo che la pazienza va controcorrente perché l’impulso è quello di farla finita con il disagio, di sbarazzarsi dell’ansia, di correre altrove, di cercare un calmante, un palliativo..

Pema Chödrön insegna che ogni momento ci riporta lo stesso quesito: che cosa ci rende la vita più comoda? E la risposta abituale è: avere quello che vogliamo, che i nostri desideri siano soddisfatti... La scelta che ci piace di più non è però la più saggia.