giovedì 13 giugno 2013

Gli irrigatori incanalano l’acqua







Gli irrigatori incanalano l’acqua,
gli arcieri piegano l’asta della freccia,
i carpentieri piegano il legno;
i saggi domano se stessi.
Dhammapada, 80
“Il Dhammapada –scrivono Claudio Cicuzza e Francesco Sferra, cui si deve la cura del testo e la traduzione che presentiamo- è una raccolta in versi di insegnamenti concernenti il Dhamma. E’ con buona probabilità l’opera più venerata nel mondo buddhista e tra le più conosciute in Occidente. Si ignora il nome dell’autore, o meglio del compilatore, del Dhammapada, e non è possibile fissare se non molto approssimativamente la data della sua composizione, che risale all’epoca della formazione del canone Theraváda, nel III secolo a.C.”
in La Rivelazione del Buddha, I testi antichi, a cura di C.Cicuzza, R.Gnoli e F.Sferra, Mondadori

venerdì 7 giugno 2013

Devozione







"Il senso di devozione e di riguardo è un aspetto assai positivo dell'essere umano. Una persona che non prova rispetto per alcunché, che non prova amore né gratitudine, è una persona la cui compagnia è assai sgradevole. Le persone che si lamentano, che criticano e che pretendono, le persone testarde e orgogliose, sono persone con cui non è piacevole stare. L’atteggiamento “Sono troppo in gamba, non mi inchinerò davanti a nessuno” è pura arroganza ed è un aspetto disdicevole degli uomini. La pratica della devozione consiste nell'aprirsi, nel fare offerta di se stessi inchinandoci. E’ un movimento del corpo nel quale realmente offriamo alla verità noi stessi, questo corpo, questa forma umana."
 
di Achaan Sumedho, La mente e la via, Ubaldini





sabato 1 giugno 2013

Vetta magnifica






Per sua stessa natura
s’innalza sopra
il garbuglio di fiumi

Non dire
è un mucchio di terra
accumulata

Senza sosta la nebbia dell’alba
la nuvola della sera
la cingono d’ombre

Dalle quattro direzioni
alzi lo sguardo e la vedi
verde ripida e selvaggia
da A Book of Luminous Things, edited by Czeslaw Milosz, Harcourt Brace & Co

“Vetta magnifica”, la poesia di Musō Soseki (1275-1351), monaco buddhista della scuola Rinzai Zen, poeta, calligrafo, disegnatore di giardini e maestro, è introdotta da Czeslaw Milosz:

“E’ sorprendente il grado in cui la montagna appare e riappare nella poesia di varie lingue, cominciando naturalmente con la Bibbia, come una sacra presenza da contemplare. Spesso la sua esistenza indipendente viene opposta agli stati mentali e ai sentimenti dell’essere umano che sono passeggeri.”

E cosa, "per sua stessa natura", si distingue da stati mentali e sentimenti transienti, se non la calma e l'equanimità della consapevolezza non giudicante?

Come la montagna non scaccia via nè sopprime le nuvole e le nebbie, così la consapevolezza non giudicante lascia che sensazioni, pensieri e immagini vengano e vadano senza esserne condizionata. La montagna è una immagine della consapevolezza, ciò che chiamiano "grande mente".

martedì 28 maggio 2013

Sono a casa





Nel buddhismo la liberazione avviene attraverso l'intuizione, non attraverso la grazia, e quell'intuizione non sarà possibile senza la pratica della meditazione e del guardare in profondità.

Non perdete neanche un minuto delle vostre giornate, ogni minuto della vostra giornata può essere utilizzato per generare l'energia della presenza mentale: camminando, respirando, sedendo.

Inspirate, godetevi il vostro respiro e dite: "Sono arrivato".  Lo scopo è smettere di correre. Quando espirate dite: "Sono a casa", e la vostra casa comincerà a rivelarvisi.

da un discorso di Thich Nhat Hanh






venerdì 24 maggio 2013

Lettera dalla gentilezza







 

“La mia religione è la gentilezza”  dice il Dalai Lama.

Questa gentilezza non va confusa con la forma, le buone maniere, la “politeness”. E’ una qualità del cuore, una gentilezza nel senso di benevolenza, di amorevolezza, una qualità dell’essere, non una norma o il segno di una distinzione sociale.

Il modo in cui trattiamo gli esseri viventi e anche gli oggetti riflette la qualità del nostro essere, che è inseparabile da noi stessi. 

Quando siamo “gentili per paura”, paura fisica o timore di essere giudicati, non siamo veramente gentili, semplicemente non siamo, ci rifugiamo nell’assenza e ci nascondiamo dietro compiacenze, cautele, remissività e false modestie.

La gentilezza si unisce all’esserci, qui e ora, e al sapere di esserci: non al desiderio di annullarsi e scomparire.

Talvolta la pratica della gentilezza, verso altri o verso noi stessi, non ci è possibile, ma è possibile respirare, allora respiriamo e pratichiamo la gentilezza restando aperti e consapevoli della condizione di non-gentilezza.
 
 
 
 

sabato 18 maggio 2013

Com’è subitaneo e cambia








Mi fermo a conversare con il merlo

fermo sulla sella d’edera arida

addosso al muro e al cancello

che cinge la villa in sommo

intrepido all’inverno.

Sotto il fitto nevischio dove

il piumaggio lo ripara con il becco

giallo taglia il silenzio o piuttosto

lo nutre e ammanta sotto l’ala.

Quanto la vita tua è lunga?-lo interrogo

Dove ritorni alla tua casa?

Or’è poco le persiane

erano aperte il fervore dei lumi

riscaldava il giardino e la strada

adesso è muta la dimora

e sbarrata. Dall’alto del cenobio

scende l’oscurità un momento un altro

e il mio amico è scomparso.
 
 
da Tieni aperto, di Michele Colafato, IL LABIRINTO

mercoledì 15 maggio 2013

Dove far luce


 
 
Di quando in quando Shunryu Suzuki ritornava a ricordare: “Nel Sutra del Loto, Buddha dice di illuminare un angolo –non il mondo intero. Fai luce proprio dove sei.”

Non si cessa mai di imparare da questa indicazione, non è mai compresa una volta per tutte, ogni occasione è buona per riconsiderarla e offrirne testimonianza. Possiamo praticare momento dopo momento l’intera nostra vita senza mai annoiarci e senza mai averne abbastanza: “Fai luce proprio dove sei.”  

La frase fa il paio con la risposta di Shunryu alla moglie Mitsu a proposito del buddhismo: le due si sostengono qualificano e interpretano a vicenda.

La domanda era: “In poche parole, il buddhismo in che cosa consiste?”
Shunryu aveva risposto: “Accetta quello che è così com’è e adoperati meglio che puoi perché sia il meglio che può essere.”