Il sentimento, e ancor prima la sensazione, la percezione, della
gratitudine è molto preziosa per l’essere umano.
Sarebbe infinito l’elenco delle circostanze, eventi, fatti di cui possiamo
essere grati, ciascuno di essi può innescare uno stato mentale positivo.
La preziosità della gratitudine emerge nel realizzare che essa nutre la
fiducia e la positività, e ogni situazione può essere propizia.
Ogni piccola occasione può trasformarsi in un grande evento pieno di
possibilità che aspettano di dischiudersi.
Quando sento, quando faccio esperienza nell’organismo, della gratitudine
comincio a realizzare quanto sia autolesionistico e invalidante
quell’atteggiamento così diffuso e profondo che consiste nel dare per scontato il bene che riceviamo,
in varie forme, la benevolenza degli altri come presenza, parola, sguardo, o
anche il bene che si accompagna a un momento di consapevolezza.
L’essere umano ha un bisogno indiscutibile di gratitudine fin dai suoi
primi vagiti, la nostra evoluzione biologica, fisiologica e mentale è sostenuta
da condizioni, come l’allattamento e le cure materne, che sollecitano la
maturazione e lo sbocciare della gratitudine in una attitudine.
Si potrà discutere se l’inesistenza o il venir meno della possibilità della
gratitudine nella prima fase dell’esistenza sia tale da pregiudicare per sempre
il fiorire del sentimento, ma possiamo essere certi che chi strada facendo
sappia sfuggire alle avversità di tutti i tipi che la possono storicamente
ostacolare, saprà anche cogliere le occasioni di valorizzare la solidarietà e
l’interdipendenza.
Abbiamo bisogno di aprirci alla gratitudine perché questa è l'antidoto all'amarezza e la
nostra prima porta d’accesso all’amore incondizionato.
Possiamo immaginare tanti eventi capaci di minacciare il nostro sentimento
di gratitudine e di inaridirci ma possiamo anche immaginare nelle circostanze
più avverse la piccola cosa (parola, sguardo, contatto) capace di riconvertire e
trasformare la nostra delusione e la nostra sofferenza in un sentimento più
ampio.
Il movimento naturale della gratitudine è quello della crescita continua,
un movimento a spirale che si approfondisce e si amplia strada facendo: a
condizione, come insegnano i saggi, di accettare la sofferenza, non averne
paura.
La coltivazione della gratitudine ci aiuta a comprendere le cause
dell’ansia e della paura che sono così profondamente sotterrate in ogni
condizione di isolamento individuale e di gruppo.
Tra tutti, il dono di cui apprendiamo a essere sempre più grati è la
consapevolezza, anche momentanea. Consapevolezza del nostro stato d’animo,
umore, approccio alle situazioni, quali che siano, perché grazie alla
consapevolezza comprendiamo il sorgere e il decadere degli stati mentali non
subendoli e non siamo in balìa degli avvenimenti, avvinghiati al mi piace e in
fuga dal non mi piace.