lunedì 25 maggio 2015
Erba estiva
Erba estiva:
per molti guerrieri
la fine di un sogno
di Matsuo Basho, da Haiku, a cura di Elena Dal Pra, Mondadori editore
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Matsuo Bashō (1644-1694),
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Zen
venerdì 15 maggio 2015
E' così facile
E’ così facile venire risucchiati dentro stati mentali negativi e
intossicanti -la preoccupazione cronica, la paura, il risentimento...- e avvitarsi
nella logorante catena di conflitti e insoddisfazione che li accompagnano, che non
si cesserebbe mai di lodare i giorni, le ore e i minuti messi da parte e
dedicati al silenzio e alla coltivazione mentale che ci
portano attenzione, tranquillità, fiducia, coraggio, buone energie, conoscenza.
mercoledì 6 maggio 2015
Rotonda terra; scena che si ripete
Rotonda terra; scena che
si ripete,
in te, del saluto serale:
consuetudine
mia planetaria, con te e
i tuoi tramonti:
trasalimento, di tegola
in tegola,
del mio vivere che se ne
va col tuo
trapassare, lume diurno,
lento,
sul tetto davanti casa; e
mio formarsi,
intanto, un petto come di
colomba;
e metter piume amorose
per la notte
che viene; ravvolgermi
unitario
con essa: pigolìo
interiore; perdita
dell’umano: divenir mio
universale.
Carlo Betocchi, da Poesie del sabato,
Mondadori, 1980
“La sua
vecchiaia poetica è stata splendida come poche” scriveva Gianfranco Palmery, in
onore di Betocchi, su ARSENALE , n.11-12, luglio-dicembre 1987. “Con che rigore e nuova complessità ha
riguardato alla sua «musa fragile», rinnovandola. Il canto, che era andato
negli anni aprendosi al racconto, al poetare raccontando «cose di sé, o
trapassate» (e l’esempio di Kavafis non è stato per lui senza peso), si è
riempito di un vigore nuovo..”
mercoledì 29 aprile 2015
Invulnerabilità e resilienza
«Noi cresciamo più rapidamente -osserva il maestro tibetano contemporaneo Traleg Kyabgon- se siamo disponibili a lavorare con le difficoltà piuttosto che a fuggirle. Gli insegnamenti del lojong ci mostrano che, se ci induriamo a causa della sofferenza, noi semplicemente aumentiamo il peso della sofferenza e diventiamo ancora più vulnerabili all'irritazione o alla rabbia proveniente dagli altri... Invece, contrariamente ai nostri istinti, è con l'essere più aperti sia agli altri sia a noi stessi che diventiamo più forti e più resilienti.»
E su questo punto Anna Oliverio Ferraris scrive: «La persona invulnerabile così come la immaginiamo, è una specie di Superman: un semidio con doti speciali fin dalla nascita. La persona resiliente, invece, lo diventa nel corso di un processo di crescita, passo dopo passo, in funzione delle esperienze e degli incontri che fa, delle paure e delle frustrazioni che riesce a superare, dei risultati che ottiene, dell’amore che riesce a ricevere e a dare... della capacità di mantenere viva la fiducia in sé stessa.»
cit. di Corrado Pensa in SATI, n.1, 2015
mercoledì 22 aprile 2015
Pozzanghera
Puddle, pozzanghera: nessuna prospettiva fissa, rami di pino nuotano in acqua e in cielo, tronco interrotto da sottile istmo di terra, impronta di piede e gomme d'auto su zolle di fango, cime con grappoli carichi di aghi..
L'immagine di M.C.Escher ricorda la definizione di "strada di mezzo" enunciata da Pema Chodron: "uno stato mentale aperto che può rilassarsi con il paradosso e l'ambiguità.."
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martedì 14 aprile 2015
Io sono qui
“Com’è possibile praticare zazen? Solo quando accetti te stesso e sai
davvero di esistere qui e ora. Non puoi scappare da te stesso. Questo è il
fatto fondamentale, quell’ “Io sono qui” ”
Shunryu Suzuki, da Mente Zen Mente del Principiante
lunedì 6 aprile 2015
La grazia della consapevolezza.Una lettera
Carissima,
questa mattina mi sono svegliato graziato dalla
consapevolezza di quello che facevo, preparare il caffè, riscaldare il latte,
mettere lo yogurth in tavola, sorridere a chi incontravo nel corso di queste
occupazioni, attento ai movimenti della mente, i pensieri passeggeri, i pensieri
che si ripresentano, fino al momento in cui, avendo salutato chi stava per
uscire, mi sedevo sul cuscino per la meditazione seduta.
Grazie a questo mi sono trovato nello stato
d'animo più propizio per scriverti poche righe che ti possano accompagnare nella tua giornata.
E che iniziano con la condivisione di una semplice
riflessione. Come esseri umani siamo esposti a tante traversìe e a tante gioie,
è mia persuasione che tutto quello che ci può capitare può essere vissuto in
maniera più leggera e tranquilla se ne siamo consapevoli. Se riusciamo a
mantener viva la luce della consapevolezza, e la fiducia in essa, attraverso il tumulto e i
mutamenti, se ci ricongiungiamo con la sensazione di esserci, così come
siamo, questa consapevolezza ci assiste e ci protegge.
Certo, occorre seguirla e averne cura, talvolta arriva
come una grazia, una ispirazione che porta calma e presenza in quello che
facciamo, e sempre si giova della pratica.
C'è una radice comune tra il primo moto dell'attenzione,
da cui nasce la consapevolezza, e l'amore inteso come benevolenza, disposizione
al bene, essere e muoversi nel mondo con tranquillità, con ispirazione, qui e ora, momento dopo momento.
Trova, troviamo, questa radice, affidiamoci con fiducia
alla consapevolezza. E diamole lo spazio e l'apertura
che merita.
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