domenica 29 novembre 2015
Vertigini
W.G.Sebald dice di “quell’idea in fondo assurda, in virtù della quale si crede di poter influenzare il corso degli eventi con un colpo di timone, con la propria volontà, mentre gli eventi sono influenzati dai più diversi rapporti reciproci.”
in Vertigini, pag.141, Adelphi
domenica 22 novembre 2015
Su chi contare?
In verità è su di noi
che possiamo contare;
come contare
su qualcun altro?
E' un raro rifugio
arrivare ad affidarci
a noi stessi.
Dhammapada, 160
(versione di Ajahn Munindo, traduzione dall'inglese di Chandra Candiani)
domenica 15 novembre 2015
Parigi 13/11/2015
Se
consentiremo con onestà e con coraggio allo tsunami di sofferenza, di
tristezza, di cambiamenti traumatici, di contattarci, con la sua richiesta di
ascolto e di attenzione, invece di piegarne il senso dentro i consueti
riservati dominii fatti di solitarie paure, preoccupazioni e compensazioni, o di
immaginarie vie di fuga, allora, molto spesso da un luogo di silenzio e di
calma, nascerà l’indicazione di quel pensiero, parola, azione, di quel gesto,
nella sua riconoscibile qualità alla nostra portata, che sarà certamente
percepito e accolto come benefico, utile e portatore di pace da noi stessi e
possibilmente da altri.
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domenica 8 novembre 2015
La meditazione non è sogno
La
meditazione è un processo di trasformazione, non di consolidamento di modelli e modi usuali.
Se la nostra mente non è abbastanza ferma, rimbalza qui e là quando sediamo sul
cuscino e quando ci alziamo tendiamo a essere assorbiti, risucchiati e andare
alla deriva tra le attività usuali, di lavoro, domestiche, o nello spazio
chiamato da Achaan Sumedho "fiera dei divertimenti", che è il tempo non-libero,
non-vuoto, ma inzeppato da divertimenti e da diversivi. Così, ci
alziamo dal cuscino per correre a infilarci nel sogno consueto.
Occorre
comprendere e sentire l’interrelazione, la compenetrazione tra meditazione seduta, "zazen", e le azioni ordinarie. La meditazione seduta inizialmente resta
circoscritta, isolata, e minoritaria e non “decolla”. Tuttavia è il nostro
punto di forza e di consapevolezza. A essa tende ad accompagnarsi una
consapevolezza crescente estesa alla vita, così gli "insight", le intuizioni, che
abbiamo su noi stessi e sulla nostra esperienza durante la meditazione seduta vengono rinforzate e allargate.
La meditazione è un mezzo abile per uscire da quella che la maestra zen Diane Rizzetto definisce la prigione del
sogno auto-centrato, intendendo che in assenza della consapevolezza del qui e ora, che
possiamo iniziare a coltivare sul cuscino, restiamo affondati nel sogno
chiamato vita che attraversiamo in sogno. E’ un sogno potente che vuole
continuare a essere sognato e a sognarci.
Tale
è la natura della vita non risvegliata al cui centro sta una mente che reagisce
invece di dare risposta e che è intontita e confusa dagli attaccamenti.
Una
mente che ama risvegliarsi è quella mente che accoglie anche ciò che non piace,
che provoca fastidio o irritazione, che porta disagio. Una mente che non fugge
e non respinge quel che percepisce come strappi e lacune ma accoglie e cura, “semplicemente”
accogliendo.
Talvolta ci avviciniamo alla meditazione in vista di benefici immediati e strada facendo ci
risvegliamo alla prospettiva di benefici imprevisti e incalcolabili che non procedono con le nostre esigenze immediate, capiamo che non è di beneficio rinchiudersi
all’interno della prospettiva dei benefici immediati, ma coltivando l'attenzione, la consapevolezza, la calma rendersi disponibili a un orizzonte aperto, di liberazione.
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