martedì 9 ottobre 2018

L'impudenza







La vita sembra facile
per chi non conosce vergogna,
per chi è impudente come un corvo,
arrogante, aggressivo
invadente e corrotto

dal Dhammapada, strofa 244


Anche se talvolta le persone elogiano un comportamento sfrontato, non significa che sinceramente lo ammirino. Spesso è solo che un comportamento del genere consente di divertirsi. A seconda dello stato d’animo in cui si trovano, le persone possono essere divertite da ogni sorta di atteggiamenti nocivi: violenza, rudezza, arroganza. Ma quando lo stato d’animo cambia, lo stesso atteggiamento può creare, nella stessa misura, repulsione. Quando la mente è oscurata dall’egocentrismo, qualità come l’empatia e la compassione vengono messe facilmente in secondo piano. È saggio prestare attenzione a cosa ci consentiamo di trovare divertente.

commento di Achaan Munindo
traduzione di Chandra Candiani

dal sito del Monastero Buddhista Santacittarama






venerdì 31 agosto 2018

Un sentiero c'è




Come esseri umani facciamo esperienza di gioie, di speranze, affanni, ansie, momenti di sollievo, delusioni… Si susseguono giornate luminose e giornate cupe, ore liete e ore pesanti, stati mentali benefici e stati mentali distruttivi…
Spesso restiamo abbarbicati alle esperienze e alle sensazioni che ci procurano, ripetiamo comportamenti e modelli che non amiamo e che ci deprimono, ma non sappiamo liberarcene.
Talvolta però lasciamo che sia l’esperienza stessa nella sua concretezza a interrogarci, impariamo a non dirottare le responsabilità e a cercare risposte vere, sincere, oneste e reali alla sofferenza che ci stringe.
Abbiamo sentito dire di sentieri antichi, che sono stati battuti da tempi lontani e che nessuno può percorrere al posto nostro! Allora ci mettiamo in cammino – non c’è altro da fare, non basta leggere, non è sufficiente avere belle idee o ripetere teorie suggestive.
Se perseveriamo con coraggio e allegrezza d’animo lungo il cammino conosceremo cose meravigliose tra cui la più sorprendente per ricchezza e generosità è l’apertura dell’io e l’amicizia con i maestri e i compagni di pratica che sono animati dal nostro stesso desiderio di bene e di liberazione. 







domenica 22 luglio 2018

La goccia d'acqua e la pietra








Dice un antico proverbio latino: Gutta cavat lapidem non vi, sed saepe cadendo (“la goccia scava la pietra non con la forza, ma cadendo in continuazione”). Ogni giornata può contenere almeno una goccia che scava la tua pietra interiore togliendole a poco a poco le dure asperità: se l’accogli, da puntuto e aguzzo che sei, con quelle punte superbe dell’ego che ti fanno aspirare a essere chissà chi, e che poi, quando vieni sconfitto, ti fanno scappare risentito dalla vita, se l’accogli, dicevo, vieni gradatamente lisciato, levigato, arrotondato, quasi ammorbidito e diventi più bello. Ricordo la meraviglia suscitata in me dalle rocce della Valcamonica, levigate dagli elementi atmosferici giorno dopo giorno, anno dopo anno, secolo dopo secolo, millennio dopo millennio, fino a trasformarsi in quelle stupefacenti lavagne naturali su cui i camuni migliaia di anni fa poterono tracciare i loro segni misteriosi. E noi che cosa possiamo fare di più bello delle nostre esistenze, se non trasformarle in lavagne naturali?
Forse davvero non c’è nulla di più sensato, alla fine, se non aspirare a essere come pietra levigata che, a mò di lavagna, accoglie i sensi impressi dalla potenza superiore della vita, da quella forza immensamente più grande da cui veniamo e verso cui andiamo, e che non può essere definita con una sola denominazione né con tutte le denominazioni messe insieme. I segni impressi su di noi possono essere ferite più o meno profonde il cui unico senso è la passione e il dolore, oppure, ricombinate creativamente dalla nostra libertà alimentata dalla sapienza, possono prendere la forma di bianche parole con un messaggio che la nostra vita trasmette fraternamente ad altre vite.
(...)
Eccoci al punto decisivo: ognuno di noi è, e diventa, ciò che guarda, ciò che desidera, ciò che pensa. In altre parole: la qualità della tua vita interiore, il valore di ciò che sei, la possibilità di sperimentare e di connetterti con il Mistero, dipendono da te, dalle tue scelte. Le grandi autorità spirituali del passato e del presente non lasciano dubbi:
- Siddharta Gautama detto il Buddha: "Qualunque cosa un monaco frequentemente pensi e consideri, quella diventerà l'inclinazione della sua mente".
- Gesù detto il Cristo: "Dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore" (Matteo, 6,21).
- Plotino: "Ogni anima è e diventa ciò che guarda".
(...)
Tu diventi ciò di cui ti nutri, ciò di cui ti circondi, ciò che scegli come tua compagnia"

da Vito Mancuso, Il bisogno di pensare, Garzanti, p.168-171










domenica 8 luglio 2018

La cosa più importante







“Tutto avviene secondo un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare, è la cosa più importante che si può imparare in questa vita.”
Etty Hillesum, Lettere 1942-1943, Adelphi

giovedì 28 giugno 2018

Non ti arrendere









Non ti arrendere, ancora sei in tempo
per arrivare e cominciare di nuovo,
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberare il buon senso,
riprendere il volo.

Non ti arrendere perché la vita è così
Continuare il viaggio
Perseguire i sogni
Sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
E taccia il vento
Ancora c’è fuoco nella tua anima
Ancora c’è vita nei tuoi sogni.

Perché la vita è tua
e tuo anche il desiderio
Perché lo hai voluto e perché ti amo
Perché esiste il vino e l’amore,
è vero.
Perché non vi sono ferite che non curi il tempo

Aprire le porte
Togliere i catenacci
Abbandonare le muraglie
Che ti protessero
Vivere la vita e accettare la sfida
Recuperare un sorriso
Provare un canto
Abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
Celebrare la vita e riprendere i cieli.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole tramonti e taccia il vento,
ancora c’è fuoco nella tua anima,
ancora c’è vita nei tuoi sogni,
perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il miglior momento
perché non sei sola, perchè io ti amo.









lunedì 4 giugno 2018

Valore della consapevolezza







Consapevolezza è dare importanza al qui e ora, è valorizzare il momento presente. Quando teniamo lo sguardo fisso sul passato o sul futuro viviamo sbadatamente, e non attribuiamo significato alla nostra presenza qui e ora. E spesso quel che si accompagna al vivere sbadatamente è una presenza caratterizzata da rinuncia e sfiducia, una presenza non presente. In questi casi basta poco, un’emozione che non piace, la sensazione di uno scarto, un errore di poco conto per proiettare un’ombra di pessimismo e di negatività su intere giornate.
Grazie alla pratica meditativa possiamo accogliere stati d’animo che non ci piacciono e invece di soccombere o identificarci con essi li lasciamo transitare e svanire accompagnandoli con una espirazione. Vediamo così la vita come qualcosa di molto meno solido e ci muoviamo con agilità al suo interno evitando di farci ipnotizzare dalla negatività e dalla sfiducia.
Capiamo che la consapevolezza è amica di uno sguardo spazioso che non solidifica in giudizi.

(Montali, ritiro meditativo 1-3 giugno 2018)







sabato 12 maggio 2018

Libertà di commettere errori






Gandhi disse: “Non vale la pena di avere la libertà se non include la libertà di commettere errori.” Non aver paura di commettere errori. Vai fuori. Prendi il volo. Anche se ti bruci, puoi cadere a terra e iniziare di nuovo. Il maestro Zen Dogen ridendo chiamò la vita “un errore continuo”. Sì, c’è la paura di apparire malconci, ma più tardi quando rivedrai la tua vita, vorresti esserti trattenuto? Probabilmente no.
Talvolta, limitiamo la nostra libertà perché pensiamo che ci travolgerà. O pensiamo di non meritarla. Oppure temiamo che il nostro ego ci porterà fuori strada... Vincoliamo noi stessi dall’essere “troppo liberi.”
Tutti incespicano. Nel ritmo ordinario di vita, vacilliamo e poi impariamo dalle nostre sofferenze. Talvolta ci preoccupiamo per la nostra tendenza ad andare oltre, a sognare piani inebrianti per noi stessi, visioni gonfiate del futuro. Altre volte ci sentiamo inadeguati o indegni. Riconosci queste paure con gentilezza. Ma non seguirne il consiglio. (...) Ascolta il tuo cuore, e consulta il tuo corpo e la tua testa. Poi, agisci, sperimenta, fai un passo, impara, scopri, cresci. Scopri la facilità del fare errori, fidarsi, fallire, lasciarti portar via da qualcosa più grande di te. (…)
In questo modo impari quella che è chiamata la libertà di imperfezione. Con questa libertà viene gioia, giocosità, perdono e compassione per te stesso e per gli altri. Puoi gioire anche degli errori; sono parte del gioco. Tutto quello che puoi fare è agire con le migliori intenzioni, riconoscendo che non puoi controllare i risultati. “Non sapere,” una famosa pratica Zen, esprime la verità della nostra incarnazione umana. Poi, agendo liberamente, cedi il controllo sul risultato e volentieri lancia il tuo spirito unico nel mistero.
da Freedom to Make Mistakes di Jack Kornfield