lunedì 6 aprile 2015

La grazia della consapevolezza.Una lettera




Carissima,

questa mattina mi sono svegliato graziato dalla consapevolezza di quello che facevo, preparare il caffè, riscaldare il latte, mettere lo yogurth in tavola, sorridere a chi incontravo nel corso di queste occupazioni, attento ai movimenti della mente, i pensieri passeggeri, i pensieri che si ripresentano, fino al momento in cui, avendo salutato chi stava per uscire, mi sedevo sul cuscino per la meditazione seduta.

Grazie a questo mi sono trovato nello stato d'animo più propizio per scriverti poche righe che ti possano accompagnare nella tua giornata.

E che iniziano con la condivisione di una semplice  riflessione. Come esseri umani siamo esposti a tante traversìe e a tante gioie, è mia persuasione che tutto quello che ci può capitare può essere vissuto in maniera più leggera e tranquilla se ne siamo consapevoli. Se riusciamo a mantener viva la luce della consapevolezza, e la fiducia in essa, attraverso il tumulto e i mutamenti, se ci ricongiungiamo con la sensazione di esserci, così come siamo, questa consapevolezza ci assiste e ci protegge.

Certo, occorre seguirla e averne cura, talvolta arriva come una grazia, una ispirazione che porta calma e presenza in quello che facciamo, e sempre si giova della pratica.

C'è una radice comune tra il primo moto dell'attenzione, da cui nasce la consapevolezza, e l'amore inteso come benevolenza, disposizione al bene, essere e muoversi nel mondo con tranquillità, con ispirazione, qui e ora, momento dopo momento.

Trova, troviamo, questa radice, affidiamoci con fiducia alla consapevolezza. E diamole lo spazio e l'apertura che merita.
 
 
 
 
 

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