sabato 30 gennaio 2016

Il viaggio





E quando sarai arrivato
alla fine del viaggio
incontrerai te stesso
non un tuo sogno o un ideale
e avrai ripreso confidenza
con  le tue dita e vorrai continuare
a camminare in tua compagnia
per molti altri anni
come fossero un giorno                                      

Quando siamo in uno stato mentale piacevole, in una buona disposizione, possiamo essere portati d’impulso ad arricchire e abbellire il momento presente, e magari troviamo lo slancio poetico, come nei versi che precedono.
Quando invece siamo in uno stato d’animo depresso, abbattuto, ci capita di percepire il momento presente spoglio e disadorno come una condanna e un destino e lo subiamo chiudendoci nel mutismo o costruendo un muro di negatività.
Il viaggio nel reale è fatto di tanti momenti che si susseguono, piacevoli, spiacevoli, neutri. 
“Quello che gradualmente impariamo -dice la Maestra Pema Chӧdrӧn- è di non allontanarci dall’essere completamente presenti. Abbiamo bisogno di addestrarci a questo livello di base perché la sofferenza è molto diffusa nel mondo. Se non ci addestriamo centimetro per centimetro, un momento alla volta, a superare la nostra paura della sofferenza, saremo molto limitati nella nostra capacità di aiuto. Saremo limitati riguardo all’aiutare noi stessi e limitati riguardo agli altri. Perciò cominciamo con noi stessi, così come siamo, qui e ora.”






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